L’aria frizzante delle vette innevate accarezza il muso, mentre sotto le zampe la neve fresca scricchiola. Scenari idilliaci, spesso condivisi con i nostri compagni a quattro zampe che, con il loro entusiasmo contagioso, rendono ogni escursione un’esperienza indimenticabile. Un fenomeno evidente a chiunque abbia un cane e ami la montagna, soprattutto d’inverno. Tuttavia, questo scenario da cartolina nasconde insidie e richiede preparazione, attenzione e una conoscenza specifica delle esigenze del proprio animale. La gioia di vedere il proprio cane rotolarsi nel manto bianco, tuffarsi tra i fiocchi o inseguire una palla nella neve è innegabile, ma per preservare la sua salute e garantire una vacanza serena, ci sono diversi aspetti da considerare preventivamente. Non si tratta solo di vestirlo o nutrirlo adeguatamente, bensì di comprendere le sue reazioni a un ambiente diverso e, a volte, estremo.
I pericoli invisibili del freddo e del ghiaccio
Camminare nella neve può sembrare un’attività innocua per un cane, ma la realtà è ben diversa. Il primo pericolo, sottovalutato da molti, riguarda i cuscinetti plantari. La neve, a seconda della sua consistenza – se appiccicosa, umida o ghiacciata – può formare piccoli agglomerati di ghiaccio tra i peli che crescono negli spazi interdigitali. Immaginare di camminare con sassolini tra le dita rende l’idea del fastidio: i primi passi sono solo un pizzicore, ma rapidamente il dolore aumenta, rendendo quasi impossibile poggiare la zampa a terra.

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Ciò non porta solo a un disagio immediato, ma può causare tagli, escoriazioni o vere e proprie crepe nei cuscinetti, porte aperte a infezioni. Molti proprietari di cani che frequentano la montagna lo notano ogni stagione. Un altro aspetto da non trascurare è il sale antigelo. Le strade e i marciapiedi delle località sciistiche o di montagna sono spesso trattati con sale per prevenire la formazione di ghiaccio. Questa sostanza è altamente irritante e corrosiva per le zampe dei cani. Se poi il cane, leccandosi, ingerisce il sale, possono insorgere disturbi gastrointestinali, con sintomi che vanno dal vomito alla diarrea. È una situazione che in varie città italiane si verifica con regolarità durante i mesi invernali. La temperatura corporea del cane è un altro elemento chiave: un’esposizione prolungata al freddo, specialmente per razze meno adatte o cani anziani, può condurre a ipotermia o congelamento. Le orecchie, la coda e le zampe sono le parti più vulnerabili.
Prevenzione e cura delle zampe
Per mitigare i rischi legati ai cuscinetti plantari, è essenziale adottare misure preventive e una routine specifica. Prima di ogni uscita sulla neve, è utile spalmare sulle zampe un sottile strato di crema alla vaselina o prodotti specifici a base di cera d’api. Questa barriera protettiva contribuisce a idratare i cuscinetti e a impedire l’adesione della neve e la formazione di ghiaccioli. Chi vive in montagna lo sa bene: è una pratica comune e la differenza nella resistenza del cane è visibile. Alcuni proprietari optano per scarpette protettive per cani. Queste calzature, se ben scelte e della misura corretta, offrono una protezione completa contro il freddo, il ghiaccio, i tagli e il sale. È fondamentale però abituare il cane gradualmente a indossarle, magari iniziando con brevi passeggiate in casa, per evitare che le trovi fastidiose o cerchi di toglierle. Dopo ogni passeggiata, è cruciale ispezionare attentamente le zampe del cane. Rimuovere eventuali residui di neve o ghiaccio tra i polpastrelli, asciugare con cura le zampe per evitare screpolature dovute all’umidità persistente e controllare la presenza di tagli o arrossamenti. Se si riscontrano ferite, è importante pulirle delicatamente e, se necessario, disinfettarle. Un aspetto che molti sottovalutano è la lunghezza dei peli tra i cuscinetti: tagliarli regolarmente aiuta a prevenire l’accumulo di neve e ghiaccio, oltre a migliorare l’aderenza del cane.
L’alimentazione e i tempi di esposizione
L’attività fisica in un ambiente freddo comporta un dispendio energetico maggiore per il cane, che deve mantenere costante la sua temperatura corporea. Per questo motivo, è consigliabile consultare il veterinario per valutare se sia opportuno modificare la dieta, aumentando leggermente l’apporto calorico con alimenti più energetici. Ciò non significa strapazzarlo di cibo, ma fornire il giusto carburante per affrontare l’attività fisica e il freddo. Allo stesso tempo, è importante assicurarsi che il cane sia sempre ben idratato. Anche se con il freddo la percezione della sete diminuisce, l’aria secca e l’attività fisica possono portare a disidratazione. È buona pratica portare con sé una scorta d’acqua e una ciotola portatile, offrendola al cane regolarmente durante le escursioni. Le uscite sulla neve devono essere pianificate con attenzione, limitando la durata delle passeggiate specialmente in giornate particolarmente rigide o ventose. Non tutte le razze sono adatte al freddo intenso allo stesso modo: mentre un husky o un pastore tedesco hanno un mantello fitto e un’ottima resistenza, un chihuahua o un levriero soffriranno molto di più. Osservare i segnali del proprio cane è cruciale: tremori, riluttanza a proseguire, zampe sollevate o il tentativo di acciambellarsi sono tutti indicatori che è il momento di rientrare. Un fenomeno che in molti notano solo d’inverno è proprio l’esigenza di calibrare l’attività all’effettiva resistenza termica dell’animale.
Abbigliamento e considerazioni veterinarie
Per alcune razze, soprattutto quelle a pelo corto o prive di sottopelo denso, l’utilizzo di un cappotto protettivo può risultare estremamente utile. Non si tratta solo di una questione estetica, ma di una vera e propria protezione termica che aiuta a prevenire l’ipotermia. Lo dimostrano i tecnici del settore, evidenziando che l’abbigliamento adeguato possa fare la differenza tra una passeggiata gradevole e un rischio per la salute. Un altro aspetto che sfugge a chi vive in città è l’importanza di tenere il cane al guinzaglio in aree dove la presenza di altri animali selvatici o percorsi pericolosi potrebbe rappresentare un rischio. La neve può nascondere buche, crepacci o sporgenze pericolose, e un cane che corre senza controllo potrebbe ferirsi seriamente. Infine, e questa è una raccomandazione fondamentale, prima di avventurarsi sulla neve, è sempre consigliabile consultare il proprio veterinario. Un check-up permette di verificare lo stato di salute generale del cane, accertarsi che non ci siano patologie pregresse che potrebbero essere aggravate dal freddo o dall’attività intensa e, se necessario, ricevere indicazioni specifiche sulla cura dei cuscinetti, l’alimentazione o l’eventuale necessità di indumenti protettivi. Questo garantisce che le tanto attese uscite sulla neve siano effettivamente un’esperienza rigenerante per entrambi, senza fastidi o pericoli inaspettati. Una tendenza che molti italiani stanno già osservando per garantire il benessere dei loro compagni a quattro zampe.